Il tumore all’esofago è relativamente raro, ma tra i peggiori esistenti, e colpisce più gli uomini che le donne e si sviluppa a causa di un’alterazione del DNA delle cellule dell’epitelio, che è il tessuto di rivestimento all’interno dell’esofago.
A seconda delle cellule coinvolte si distingue in :
- adenocarcinoma dell’esofago: ha origine nelle ghiandole muco-secernenti e colpisce la parte più vicina allo stomaco;
- carcinoma a cellule squamose: colpisce le cellule del rivestimento normale e si forma solitamente nella parte centrale dell’esofago;
- linfoma e sarcoma: sono le forme più rare.
Infiammazione cronica dell’epitelio, reflusso gastrico, alcool, fumo, reflusso di bile, cibi troppo caldi, obesità e infezioni tra le cause scatenanti.
Disfagia, perdita di peso, bruciore, sanguinamento, vomito, alterazione del tono di voce, feci scure, tosse persistente e difficoltà a ingerire sia cibi solidi che liquidi i sintomi.
Per diagnosticarlo è necessario sottoporsi a un rx dell’apparato digerente, a volte anche con bario, che è un liquido denso che si fissa al tessuto permettendo una migliore visuale dello stesso; un’esofagoscopia e ovviamente uno specialista attento.
Una volta svolti questi primi due esami e confermata la diagnosi è necessario effettuare degli esami di stadiazione che prevedono: tac, pet, ecoendoscopia, tc-pet.
Tra le soluzioni per il tumore all’esofago:
- mucosectomia endoscopica: si esporta integralmente mucosa e sottomucosa;
- resezione endoscopica: per un tumore allo stadio iniziale,
- ablazione con radiofrequenza;
- endoprotesi;
- esofagectomia: la rimozione totale dell’esofago, associata anche a radioterapia e/o chemioterapia.

