Con linfedema si indica una patologia cronica e progressiva dovuta all’accumulo di linfa nei tessuti.
Colpisce principalmente gli arti, e si può dividere in linfedema primario o linfedema secondario; inoltre quasi nel 99% dei casi è asimmetrica tra la parte destra e sinistra del corpo.
Nel primo caso c’è dalla nascita a causa di malformazioni congenite dei vasi linfatici; nel secondo caso invece viene scatenata da altri fattori, come ad esempio un eccesso di liquidi che bloccano i vasi , rimozione di linfonodi, obesità, traumi e infezioni.
Oltre a questa suddivisione abbiamo tre stadi di gonfiore:
- stadio uno: detto edema morbido, si ha quando svanisce con il riposo notturno;
- stadio due: quando l’edema non passa con il riposo, il tessuto è più duro ed e caratterizzato dal “segno della fovea”;
- stadio tre: detto elefantiasi, si ha quando il tessuto diventa fibrotico, il “segno della fovea” scompare, c’è rischio di infezione.
Drenaggi, bendaggi, esercizio fisico, calze o bracciali elastici, interventi di rimozione chirurgica di linfa, queste le soluzioni utilizzate a seconda dello stadio del problema, che viene rilevato anche grazie ad esami come la linfoscintigrafia e l’ecografia.

